Fiera dell'auogestione e delle autoproduzioni annullata

L'assemblea di Libera non riesce ad assumersi l'impegno di organizzare la Fiera dell'Autogestione prevista per fine Giugno, lo sgombero del Rivoluzio e l'approvazione dell'Autodromo nel consiglio comunale di Modena di Lunedì 26 (che apre lo spazio allo sgombero di Libera) hanno creato una situazione che non permette ai compagni ed alle compagne la serenità necessaria ad assumersi l'impegno della Fiera.

Ciononostante da parte di divers* compagn* resta comunque il desiderio e la volontà di realizzarla.
Nel caso vi aggiorneremo sul luogo e periodo scelti.

Riunione "dell'Azione Diretta" - 06/04/08 al Circolo dei Malfattori (MI)

Lo Spazio Sociale Libera, che da 5 anni resiste alla costruzione di un autodromo e che pratica la strada dell'occupazione, e il Circolo dei Malfattori di Milano da molti anni sotto sgombero convocano per domenica 6 aprile dalle 14 alle 19 una riunione “dell'Azione Diretta” presso la sede del circolo dei Malfattori.
La proposta della riunione nasce dall'esigenza di confrontarsi con altre realtà che praticano il metodo dell'occupazione e dell'autogestione delle lotte, per scambiare conoscenze sulle forme di resistenza e per creare solidarietà attiva tra le varie esperienze.
Pensiamo che l'ambito debba rimanere libertario anarchico e che si potrebbe allargare anche ad altre forme di azione diretta: lotte ecologiste, lotte coi migranti, lotte antifasciste e antiautoritarie ecc.

Chiediamo ai vari gruppi e individualità interessati di aggiungere idee o di criticare costruttivamente per delineare un percorso praticabile di azione diretta.

Spazio sociale Libera (Modena)
Circolo dei Malfattori (Milano)
Hanno confermato la propria presenza
Circolo Binazzi (La Spezia)
Spazio sociale anarchico Rivoluzio (Modena)
Gruppo antiautoritario Bresciano
Individualità di Civitanova Marche

Ci è inoltre pervenuto da Vicenza un contributo sulla pratica antimilitarista, argomento che si affronterà durante la giornata anche in preparazione all'assemblea antimilitarista che si terrà il 18 maggio sempre a Vicenza

Voti ancora?

Accorrete accorrete i seggi stanno aprendo. Chi andrà ad eleggere una Casta di sinistra, chi una di destra, turatevi pure il naso, scegliete il meno peggio mi raccomando. Ormai ci siamo assuefatti alla quantità di soldi che politici e partiti si spartiscono, ormai gli scandali, alcuni enormi, ci rimangono in testa solo alcuni minuti. Eppure in molti continueranno ad andare a votare, a delegare, purchè non vinca lo schieramento avversario. Chi vota ed elegge deputati oltre che far male a se stesso fa male anche a me, ecco perchè gli chiedo di smettere. Governo dopo governo è sempre peggio, la povertà rimane, la corruzione dilaga, la distruzione ambientale aumenta così anche le morti sul lavoro, le guerre e gli armamenti hanno sempre più finanziamenti, le ingiustizie e diseguaglianze continuano ad essere una vergogna. Eppure Veltroni, Berlusconi e replicanti vari continuano a dire che si presentano per il nostro bene. Pecore pecore al VOTO. Tutte le conquiste, le migliorie sono venute dall'auto organizzazione e dalle lotte della gente, chi governa mica regala, al massimo concede. Ci sono governi diversissimi in tutto il mondo, dittature, monarchie, regimi religiosi e nesssuno ha risolto ingiustizia, sfruttamento e guerra. Finchè si aspetta qualche messia che vada in parlamento a risolvere tutto non cambierà mai nulla. L'unica possibilità di cambiare veramente è dal basso e in autogestione.

La rivolta non si processa

CHI DEVASTA E SACCHEGGIA SONO LO STATO E IL CAPITALE. Il processo di primo grado per i fatti accaduti durante le mobilitazione contro il vertice G8 a Genova nel 2001 si sta avviando alla conclusione. Le condanne per i 25 imputati richieste dai PM Canepa e Canciani fanno rabbrividire e non lasciano dubbi sulla volontà dello stato di criminalizzare le lotte sociali e ridurre ai minimi termini gli spazi di agibilità politica ai movimenti di opposizione sociale. Complessivamente gli anni richiesti dagli zelanti democratici inquisitori ammontano alla astronomica cifra di 225 anni di pena. Ispirati dal modello pedagogico secondo cui bisogna educarne 25 per colpirne 300.000, i promettenti forcaioli asseriscono con tono paternalistico che non si tratta di pene esemplari bensì severe poiché fatti della stessa specie non debbano mai più ripetersi. Tali affermazioni contengono un chiaro messaggio: punire severamente tutti coloro che decidendo di non asservirsi all’oppressivo sistema sociale rappresentano un potenziale pericolo per l’ordine costituito. Ma il controllo della coscienza collettiva non è una prerogativa solo degli organi inquisitoriali ma anche e soprattutto dell’apparato mediatico, in sinergia con l’apparato giudiziario che si occupa di spaventare ”gli animi umani”. I processi vengono celebrati a mezzo stampa, le prime pagine dei giornali si riempiono di diffamazioni e calunnie nei confronti dei soggetti colpiti dalla repressione.

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